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Archivio Comunicati Stampa

 

(N.B. trovate sempre l'ultimo Comunicato Stampa nella pagina precedente)

 


 

Un’importante TV inglese interessata ai destini della Valdichiana

8 Maggio 2004

L’interesse degli Inglesi per la Valdichiana è noto da tempo, almeno fin da quando Sir John Hawkwood, detto Giovanni l’Acuto, verso la fine del XIV secolo si stabilì nel castello di Montecchio Vesponi, dopo averlo sottratto ad Arezzo con le armi.

E a Montecchio, una quindicina di anni fa, venne in visita perfino la Regina Madre d’Inghilterra, per rendere omaggio al suo illustre compatriota e per vedere i luoghi in cui egli era vissuto sei secoli prima.

Non dimentichiamo poi che i disegni di Leonardo da Vinci, riguardanti la Valdichiana ed in particolare i dintorni di Arezzo e Castiglioni, sono conservati proprio dalla Regina d’Inghilterra nei suoi musei.

Sarà per questi antichi legami, sarà perché la Valdichiana è riconosciuta ufficialmente dalla stessa Europa come una fra le più importanti vallate del continente, fatto è che questo interesse inglese per la nostra Valle è sempre vivo.

Ecco allora che si spiega bene il perché una troupe televisiva di CHANNEL 4, emittente inglese con parecchi milioni di telespettatori, è venuta qui ad Arezzo ed in Valdichiana quando ha saputo che la Valle corre potenziali pericoli per il suo futuro, il suo paesaggio, il suo ambiente, la sua architettura e la sua storia. Infatti, CHANNEL 4 è qui da noi per realizzare una trasmissione dedicata alla Valdichiana ed alle ipotesi di nuove devastanti infrastrutture che qui dovrebbero sorgere, aeroporto in primis.

Lunedì mattina, 10 maggio, alle ore 11, le telecamere inglesi riprenderanno una manifestazione che il Comitato Tutela Valdichiana terrà in Piazza Guido Monaco, ad Arezzo, per mantenere viva l’attenzione della cittadinanza sul nuovo Piano Strutturale e sul fatto che ancora è presente in esso il famigerato art. 119, che prevede la costruzione di un aeroporto a La Manziana, sotto Policiano.

Ci fa molto piacere vedere interessati ai destini della Valdichiana i giornalisti inglesi di CHANNEL 4, così come ci farebbe altrettanto piacere vedere il medesimo interesse in certe emittenti italiane, anche pubbliche, fino adesso semplicemente latitanti.

Pertanto, mentre ringraziamo per l’attenzione dedicata al futuro della Valdichiana CHANNEL 4, quelle altre emittenti aretine e toscane e quei giornali che hanno contribuito a far conoscere i problemi causati da un’eventuale realizzazione di un aeroporto a La Manziana, rivolgiamo un invito ad interessarsi al problema a coloro che ancora non l’hanno fatto.

Così come invitiamo tutti ad intervenire lunedì mattina alla manifestazione in Piazza Guido Monaco alle ore 11: affinché anche nel futuro gli Inglesi, ma anche gli altri Europei, abbiano motivi per portare il medesimo amore alla nostra bella Valdichiana.

Comitato Tutela Valdichiana

 

 


 

7 Maggio 2004

Comitato Tutela Valdichiana

 

CENA   CONTADINA

 

presso la Sede della

Unione Polisportiva Policiano

 

sabato 15 maggio p.v.

 

ore 20,30

seguirà Ballo Liscio

costo cena Euro 17,00

 

Iscrizioni entro GIOVEDI 13 MAGGIO (max. 250 posti)

Per informazioni e prenotazioni:

0575/979153 - 0575/998586 - 0575/97044 - 0575/978948 - 0575/97465

 


Comunicato Stampa del 14 aprile 2004

In attesa delle prossime valutazioni sulle osservazioni al Piano Strutturale da parte del Consiglio Comunale di Arezzo, il Comitato Tutela Valdichiana ribadisce il proprio totale dissenso nei riguardi dell’ipotesi di un qualsiasi aeroporto in località Manziana.

Si terranno prossimamente ulteriori iniziative e manifestazioni per contrastare tale progetto e per informare la cittadinanza sulla contrarietà palesata da associazioni ambientaliste, da famose personalità della cultura e dello sport, da urbanisti noti in tutta Italia, dagli agricoltori aretini e dai parroci della Valdichiana.

Verranno illustrate ai cittadini anche altre recenti scelte dell’Amministrazione Comunale, le quali provocheranno irrimediabili effetti disastrosi per l’ambiente ed il paesaggio del nostro territorio.

Comitato Tutela Valdichiana

 

 


 

Comunicato del 22 marzo 2004

 

Incredibile successo della Festa di Primavera in Valdichiana

 

Se l’interesse della cittadinanza verso la tutela della Valdichiana, si dovesse misurare in base alle presenze che si sono avute ieri, domenica 21 marzo, in occasione delle Festa di Primavera in Valdichiana, allora dovremmo dire che esso ha davvero dell’incredibile.

 

Ricordiamo che la festa, tenutasi alla Manziana di Policiano, è stata organizzata dal Comitato Tutela Valdichiana, in collaborazione con la Circoscrizione 5, l’U. P. Policiano, il Circolo Tennis di Rigutino, il Centro Aggregazione Sociale di Rigutino, il WWF di Arezzo e con il contributo di numerose aziende.

 

Lo scopo di tale giornata era di far conoscere alla cittadinanza la bellezza dei luoghi in cui il Piano Strutturale del Comune di Arezzo prevede l’ipotesi di un devastante aeroporto.

 

Tantissime le persone intervenute alle varie manifestazioni, dai politici dei vari schieramenti alle famiglie, da chi un tempo lavorava in questi vasti campi ai loro nipotini. Alla corsa podistica, valida per il Grand Prix, hanno partecipato atleti provenienti da varie parti della Toscana, perfino da Carrara. Al concorso riservato ai bambini delle elementari hanno partecipato quasi tutti gli alunni della Valdichiana aretina, con disegni, poesie, testi. Bellissima la mostra di attrezzi contadini antichi, con pezzi anche molto rari, in gran parte raccolti dal Conte Filippo di Frassineto. E poi le tante persone che hanno partecipato alla camminata ecologica, tutti con addosso le bianche magliette con su scritto "Tuteliamo la Valdichiana".

 

La serata è stata allietata da spettacoli folcloristici, da scenette comiche e da una grande, infinita merenda allestita in due diverse "leopoldine". Una merenda così ricca di mangiari e di dolci chianini, che neppure l’incredibile presenza di gente proveniente da ogni dove è riuscita ad esaurire: pareva la "moltiplicazione dei pani e dei pesci", anzi, dei panini e dei dolci, e vino Chianti doc a volontà.

 

I bambini poi, hanno avuto la gradita sorpresa di poter montare a cavallo di tre pacifici e simpatici pony, messi a disposizione dal vicino Pony Club Arezzo.

 

Un pomeriggio davvero vissuto insieme, come le antiche feste campestri, in serenità ed allegria, che a visto collaborare alla buona riuscita della festa persone delle più diverse estrazioni sociali e delle più varie appartenenze, unite nel comune affetto verso questo lembo di Terra Aretina e nel voler far capire a tanta gente quali enormi danni procurerebbe un aeroporto in questa area. Un pomeriggio di concreto ambientalismo.

 

 

 


 

Comunicato stampa del 19 marzo 2004

Domenica grande Festa di Primavera in Valdichiana

Domenica, 21 marzo, grande Festa di Primavera in Valdichiana: dalle ore 14 al tramonto, alla Manziana di Policiano, corse podistiche, camminate ecologiche, spettacoli, mostre, lotterie e … grande merenda per tutti.

La manifestazione - organizzata dal Comitato Tutela Valdichiana in collaborazione con la Circoscrizione 5, l’U. P. Policiano, il Circolo Tennis di Rigutino, il Centro Aggregazione Sociale di Rigutino, il WWF di Arezzo e con il contributo di numerose aziende - ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sui temi ambientali e sui problemi che deriverebbero alla Valdichiana, al suo paesaggio, alle sue bellezze ed alle attività qui svolte, se venisse costruito un aeroporto tra Frassineto e San Zeno. L’eventuale partecipazione del sig. Sindaco, ing. Luigi Lucherini, assieme all’intera Giunta, sarebbe senz’altro gradita.

 


 

Comunicato stampa del 18 marzo 2004

 

Il 21 marzo grande Festa di Primavera in Valdichiana

 

Il Comitato Tutela Valdichiana, in collaborazione con la Circoscrizione 5, l’U. P. Policiano, il Circolo Tennis di Rigutino, il Centro Aggregazione Sociale di Rigutino, il WWF di Arezzo e con il contributo di numerose aziende, ha organizzato per Domenica 21 marzo, dalle ore 14 al tramonto, la Festa di Primavera in Valdichiana.

 

Lo scopo di tale manifestazione è far conoscere alla cittadinanza la bellezza dei luoghi in cui il Piano Strutturale del Comune di Arezzo prevede l’ipotesi di un devastante aeroporto.

 

La Festa, che si terrà in loc. Manziana, a valle di Policiano, fra il verde dei vasti campi e le maestose "leopoldine", prevede una corsa competitiva di 11 km. Con ricchi premi in palio, una camminata ecologica, una mostra-concorso sul tema "la Valdichiana", riservata agli alunni delle elementari, una lotteria, una mostra di attrezzi agricoli di ieri e di oggi, alcuni punti di ristoro con prodotti tipici, scenette comiche e spettacoli folkloristici collegati alla cultura chianina.

 

Concluderà le manifestazioni una grande MERENDA in piazza, offerta a tutti i partecipanti dal Comitato.

 

Un pomeriggio da vivere insieme in serenità ed allegria, per rinsaldare i legami con il nostro ambiente e capire quali enormi danni procurerebbe un aeroporto in questa Terra.

 


Comunicato Stampa del 16 marzo 2004

Ieri sera, 15 marzo, si è tenuta a Policiano l’Assemblea Generale del Comitato Tutela Valdichiana. Di fronte ad una numerosa platea il Presidente Alberto Spadafora ha fatto il punto della situazione dopo le osservazioni al Piano Strutturale in cui viene chiesta la cancellazione dell’art. 119 e degli altri articoli che fanno riferimento ad un aeroporto.

Hanno poi preso la parola esponenti di varie forze politiche – di maggioranza e minoranza – e personalità della cultura aretina.

Tutti gli intervenuti hanno concordato sulla necessità che il Comitato prosegua la sua battaglia fino a che verrà definitivamente cancellato dal Piano strutturale qualsiasi riferimento, diretto o indiretto, all’aeroporto in Valdichiana; così come dovranno essere risolte positivamente anche le problematiche legate alla scheda C 47 di Rigutino ed alla variante alla SR 71.

Il Comitato intende proseguire anche nelle iniziative volte a far conoscere alla cittadinanza il territorio della Manziana; per questo domenica 21 marzo verrà organizzata una grande Festa di Primavera in Valdichiana, con corse, passeggiate, spettacoli folkloristici, mostre e MERENDA GRATIS per tutti.

 


Comunicato Stampa del 15 marzo 2004

Questa mattina alcuni rappresentanti del Comitato Tutela Valdichiana hanno consegnato all'Ufficio Protocollo del Comune di Arezzo un'osservazione al Piano Strutturale sottoscritta da più di 1.000 cittadini residenti nel Comune.

In tale osservazione si ribadisce il "NO all’insediamento dell’aeroporto in Valdichiana" e a tal fine è stata chiesta

"la cancellazione dalle previsioni urbanistiche del Piano Strutturale di ogni previsione inerente il trasferimento dell’attuale Aereoporto, con la conseguente soppressione dell’art. 119 (per intero), del punto 3.10. del comma secondo dell’art. 221 delle Norme, ivi compreso l’adeguamento cartografico e tutti i riferimenti, diretti ed indiretti, ad una qualsivoglia struttura aeroportuale in VALDICHIANA".

 


Comunicato dell’8 marzo 2004

Grazie, signor Sindaco

Abbiamo appreso dagli organi di informazione che il nostro Sindaco, ing. Luigi Lucherini, avrebbe già presentato un’osservazione al Piano Strutturale del Comune di Arezzo, volta a far cancellare dallo stesso il famigerato art. 119, quello che ipotizza un’area aeroportuale in Valdichiana.

Se questo fatto corrisponde al vero – e non abbiamo motivo di dubitare – si tratterebbe di una virata di 180 gradi da parte del Sindaco sull’argomento aeroporto.

Un cambiamento di rotta che tiene conto delle legittime richieste degli abitanti della Valdichiana, i quali hanno ampiamente dimostrato l’inutilità economica e l’inconsistenza occupazionale di un aeroporto, contrapposte ai numerosi danni che questo procurerebbe all’ambiente, al paesaggio, all’agriturismo, al turismo, all’agricoltura specialistica.

Va dato atto all’ing. Lucherini di una notevole intelligenza politica, perché il recedere da decisioni sbagliate o improvvide non si può chiamare "sconfitta", ma solo "buona amministrazione".

Del resto, la motivata opinione del Comitato Tutela Valdichiana e della popolazione, è stata condivisa da forze politiche dell’opposizione e della stessa maggioranza, dai parroci, dagli agricoltori, dalle associazioni ambientaliste e da tante altre personalità della cultura e dello sport.

A questo punto l’abrogazione dell’art. 119 sembrerebbe scontata, ma come ha ricordato l’assessore Chianini, l’ultima parola spetta al Consiglio comunale, dove il Sindaco conta per un voto. E' dunque necessario che il Comitato continui a far conoscere le negatività connesse con un aeroporto in Valdichiana e nello stesso tempo allarghi l’area di consenso al suo appello per la tutela della valle. Ciò per aiutare anche il Sindaco nella sua opera di "convincimento" di eventuali consiglieri riottosi rispetto a questa innegabile "svolta". Inoltre, nei prossimi giorni, verranno presentate le osservazioni al Piano Strutturale.

In ogni caso, l’opera del Comitato Tutela Valdichiana non si esaurirà assolutamente con la cancellazione dell’aeroporto; rimangono tanti altri problemi sul tappeto, come la variante alla SR 71 – di competenza della Provincia – e la zona di espansione C 47 di Rigutino, che prevede un "ecomostro" a monte del centro abitato.

Il Comitato continuerà a vigilare sul territorio della Valdichiana, affinché nessuna Amministrazione, presente o futura, tenti colpi di mano volti ad apportare stravolgimenti ambientali, paesaggistici e culturali alla Valle.

Vogliamo riappropriarci della nostra Terra per cercare di lasciare ai nostri figli, se possibile, un ambiente migliore di quello che abbiamo ricevuto in eredità.

Comitato Tutela Valdichiana


 

Comunicato stampa del 6 marzo 2004                                            Comitato Tutela Valdichiana

 

 

Le Associazioni per la tutela della natura, del paesaggio, dell’ambiente, dell’arte e del territorio contro l’aeroporto in Valdichiana

 

 

 

Ancora importantissime adesioni all’Appello alle Autorità locali, regionali e nazionali, proposto dal Comitato Tutela Valdichiana e volto a salvaguardare la valle da un devastante aeroporto la cui ipotesi è contenuta nel Piano Strutturale del Comune di Arezzo.

Dopo i Parroci e gli Agricoltori sono le varie Associazioni per la tutela della natura, del paesaggio, dell’ambiente, dell’arte e del territorio a scendere in campo a fianco del Comitato sottoscrivendo il documento.

 

L’appello – come sappiamo – contiene tra l’altro la richiesta di porre "… in essere tutti gli accorgimenti e le azioni atti a salvaguardare la Valdichiana aretina da una qualsivoglia struttura aeroportuale, nonché tutti gli strumenti che la legislazione, nazionale e regionale, mette a disposizione per tutelare anche da altre eventuali future ipotesi di stravolgimenti ambientali, architettonici, urbanistici e culturali, gli antichi territori compresi nelle Fattorie di Frassineto, di Policiano, di Fontarronco, di Montecchio, nonché gli edifici colonici e le medesime Ville-Fattorie.".

 

Hanno sottoscritto:

 

On. Carlo Ripa di Meana Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio

Giulia Maria MOZZONI CRESPI Presidente del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

Dott. Oreste Rutigliano Segretario del Comitato Nazionale del Paesaggio

Dott. Vittorio Giugni Comitato Nazionale Paesaggio - Toscana

Prof. Michele SALVADORI Presidente Amici della Terra - Toscana

Prof. Leonardo ROMBAI Presidente Italia Nostra – Firenze

Dott. Franco Paturzo Presidente Brigata Aretina degli Amici dei Monumenti e del Paesaggio

Dott. Mario Venutelli Presidente Sezione Apuo-Lunense di ITALIA NOSTRA

Dott. Guido Scoccianti Presidente WWF - Toscana

Dott. Massimiliano VARRIALE Coordinatore Settore Infrastrutture e Trasporti – WWF - Toscana

Dott. Rossella Rispoli Responsabile WWF – Arezzo

Dott. Beppe Croce, Presidente Legambiente - Arezzo e Responsabile Agricoltura Legambiente Toscana

 

Queste importanti adesioni all’appello contro l’aeroporto, dimostrano quali danni – irreversibili – potrebbe procurare una struttura di questo genere alla Valdichiana.

Il Comitato Tutela Valdichiana, accoglie con gratitudine e soddisfazione questi consensi al suo operato ed è ancor più deciso nel lottare con determinazione, fino alla definitiva cancellazione dell’art. 119 dal Piano Strutturale.

 


 

(lettera di Fabrizio Meoni, Campione Mondiale di Moto-rally e della Paris-Dakar)

 

"Che ci invidino il paesaggio, l’ambiente e l’arte, non un aeroporto inutile"

 

 

Appena tornato in Italia, dopo la lunga parentesi africana, mi hanno parlato dell’ipotesi di un futuro aeroporto in Valdichiana.

Pensavo ad uno scherzo, invece era tutto vero, contenuto nel Piano Strutturale del Comune di Arezzo.

A questo punto vorrei portare il mio piccolo contributo alla discussione sul tappeto.

Per la mia attività, devo prendere l’aereo più di trenta volte all’anno e sempre per voli internazionali. Devo perciò recarmi a Roma, a Firenze, a Pisa ecc.

Si potrebbe pensare che anch’io desideri un aeroporto ad Arezzo – a 10 minuti da casa – e invece no: se questo vuol dire occupazione di nuovo territorio e danni all’ambiente, allora preferisco continuare ad andare negli aeroporti esistenti, con il treno o con l’auto.

Io credo che un aeroporto sia un’infrastruttura altamente impattante sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone; così come un’autostrada e ancora di più. Ecco allora, che occorre la massima prudenza prima di prevedere ulteriori infrastrutture di questo tipo sul territorio italiano, altamente antropizzato.

Meglio costruire una corsia in più ad un’autostrada esistente, che realizzare un percorso nuovo. Meglio ampliare e ottimizzare l’utilizzazione di un aeroporto che già esiste da 40 anni, come Fiumicino – attorno al quale le abitazioni esistenti sono sorte in funzione dell’aeroporto stesso – piuttosto che prevedere una nuova struttura aeroportuale in un’altra area.

Non abbiamo alcun diritto di incidere pesantemente sulla qualità della vita di persone che per propria scelta si sono procurate una residenza lontano dai centri abitati.

Se sono critico con ulteriori occupazioni di territorio, in qualsiasi parte d’Italia, per infrastrutture che non siano più che indispensabili, tanto più lo sono rispetto all’ipotesi di un aeroporto in Valdichiana.

Negli anni Sessanta fu costruito lo Zuccherificio. Uno stabilimento che offriva posti di lavoro diretti. è adesso lì, con la sua brutta mole, a snaturare un pezzo di Valle. Ma, quando fu pensato, non c’era l’attuale sensibilità e consapevolezza verso l’Ambiente.

La Valdichiana è conosciuta nel mondo per il suo contesto paesaggistico, per le sue colline, i suoi ampi spazi verdi. Tanti turisti vengono qui dall’Europa e dall’America, passano periodi indimenticabili nelle strutture agrituristiche e negli alberghi del nostro territorio. Ci INVIDIANO il paesaggio, l’ambiente, la storia …

è possibile che vi sia chi vuole distruggere tutto questo con un aeroporto?

è possibile scindere la Storia, l’Architettura e l’Arte dal contesto paesaggistico e ambientale che ne fu la vera culla?

Ma vado oltre: anche se non ci fosse il turismo, bisognerebbe rispettare comunque l’Ambiente, per rispettare gli abitanti.

Arezzo ha la fortuna di avere due ferrovie ed un’autostrada. Utilizziamole al meglio per collegare il nostro territorio con gli aeroporti esistenti.

Continuiamo a farci INVIDIARE il Paesaggio, le colline ed il nostro Verde, piuttosto che un bell’aeroporto, che non servirebbe il nostro territorio, ma altre zone, perché da noi non verrebbe più alcun turista a soggiornare.

 

Castiglion Fiorentino, 17 febbraio 2004

Fabrizio Meoni


 

(Intervento di Alberto Spadafora per "Fatti di Libertà")

 

L’Aereoporto in Valdichiana

Una storia di straordinaria lungimiranza

 

Quando nel dicembre scorso fu chiaro che il Consiglio Comunale di Arezzo avrebbe adottato il piano strutturale contenente la previsione di un aeroporto in valdichiana aretina (500 ettari circa in località Manziana, a ridosso di Policiano, fra Olmo, Frassineto e Rigutino) il Comitato spontaneo formato da cittadini della zona e ostili al provvedimento capì che si sarebbe aperta da lì a poco una battaglia né breve né  facile.

 

Il Sindaco Lucherini, infatti manteneva intatta la clausola di salvaguardia sul territorio, allo scopo di impedire ogni intervento che potesse confliggere con il futuro, sempre possibile, insediamento aeroportuale. Egli infatti, e in più di un’occasione, ricordava ai cittadini che la rinunzia a proporre subito il nuovo aeroporto rappresentava un gesto di comprensione della protesta ma, allo stesso tempo, confermava che il progetto era ed è lungimirante e di grande, grandissimo rilievo economico e sociale per la comunità aretina di oggi e per le future generazioni. In realtà, dapprima le prescrizioni di regione e provincia, poi le proteste di residenti infine i dissensi manifestatisi nella sua stessa maggioranza di centrodestra (l’opposizione di centrosinistra fu subito contraria all’ipotesi) avevano suggerito di declassare l’intervento a pura ipotesi e quindi “…zona potenzialmente riservata a …” e, dopo l’adozione del piano, il 2 gennaio 2004 il Sindaco annunziò in conferenza stampa che l’aeroporto in Valdichiana non si sarebbe fatto riservandosi in ogni caso di valutare gli esiti di una improbabile concertazione con le categorie economiche ed ogni altro soggetto autorevole della città.

 

Da quel 2 gennaio ad oggi sono trascorsi quasi 60 giorni e stanno ora per scadere i termini indicati dalla legge perché ognuno che ne abbia interesse presenti le proprie osservazioni al piano strutturale. Esse dovranno essere esaminate e discusse dalla apposita Commissione Comunale; gli esiti dovranno poi essere sottoposti all’esame dei soggetti (Regione e Provincia) che la legge regionale 5/95 indica come referenti in questa fase prima del voto definitivo del Comune di Arezzo. Nel frattempo il Comitato per la tutela della Valdichiana ha ricevuto numerose ed autorevoli adesioni all’appello contro l’aeroporto, dai molti parroci della zona e da Legambiente, da WWF e Italia Nostra, da storici e cultori della straordinaria specificità della Valdichiana, da giornalisti, da personaggi del mondo dello sport come Fabrizio Meoni, da associazioni imprenditoriali e del mondo agricolo ecc.

 

Le ricerche effettuate dal Comitato sullo stato di salute di altri aeroporti vicini come quello di Siena e di Perugia hanno dimostrato che anche sotto il profilo economico tali esperienze siano negative e niente affatto portatrici di sviluppo né diretto né indiretto. La salvaguardia vera del territorio della Valdichiana, e non si parla solo delle famose leopoldine (ristrutturate e non) ma anche delle numerose attività agrituristiche presenti o progettate e di ogni altra attività, non è quella scritta all’art. 119 del piano strutturale bensì l’intervento definitivo e indiscutibilmente necessario per stralciare del tutto proprio l’art. 119. Il Comitato ritiene che non si possano far convivere nello stesso territorio una struttura primaria e ad alto impatto come un aeroporto e quanto di bello, fruibile da tutti e prezioso per tutti è contenuto da secoli in quel territorio nel quale e sul quale occorre invece investire per il riammodernamento ed il recupero dell’esistente nel rispetto delle vocazioni e del modo di vivere della popolazione residente e di quanti, sempre di più, vi si stanno insediando. Si ha l’impressione che la già più volte citata (dal Sindaco) “lungimiranza” sia al massimo una personale, insistita e datata aspirazione mai fino ad ora appagata, quasi un capriccio. Si ha invece la certezza che avrebbe potuto essere la soluzione ad un problema del quale pochi parlano dicendo la verità sostanziale e cioè che per alcuni occorrerebbe al più presto liberare dai vincoli oggi esistenti e rendere remunerativi gli investimenti immobiliari fatti più o meno di recente nell’area di Molin Bianco (Sede dell’attuale aeroporto cittadino).

 

Se questo fosse vero, se ci fosse un rapporto di casualità fra le due questioni i cittadini siano attenti e, loro si, lungimiranti: non sempre alle “buone intenzioni” corrispondono atti concretamente utili per la collettività. Come abbiamo detto la battaglia non è né breve né facile, ma l’esperienza di questi mesi di lavoro fatto insieme alla gente ci induce a perseverare. Signor Sindaco, su quella sedia (la manziana), alzandosi, ha lasciato come segnaposto, il suo cappello. Lo tolga, per favore, soprattutto se è in buona fede quando dice “forse ho sbagliato”.

 

Arezzo, 25/02/2004

 

Alberto Spadafora

Presidente del comitato di Rigutino per la tutela della Valdichiana

 


 

Comunicato del 1 marzo 2004


Il Comitato Tutela Valdichiana ha un sito Internet
 

Finalmente il Comitato Tutela Valdichiana ha un proprio sito internet alle pagine www.frassineto.it
 

Si tratta di uno spazio messo a disposizione da due amanti del web, Stefano e Daniele, proprietari del dominio, che con grande sensibilità e generosità cercano di difendere la Valdichiana facendone conoscere la Storia, l'ambiente, l'arte ed i pericoli che apporterebbe a tutto ciò ed alle popolazioni un aeroporto.


Nel sito si possono consultare varie pagine contenenti i motivi che hanno portato alla nascita del Comitato, le sue attività, i comunicati stampa, le varie iniziative. Si possono avere anche notizie storiche sulla Valdichiana, sulla sua importanza ambientale, storica, paesaggistica, ma anche economica.
Una pagina verrà dedicata alle associazioni ed alle personalità che hanno sottoscritto o sottoscriveranno l'appello alle Autorità locali, regionali e nazionali per salvare la Valdichiana dall'ipotesi aeroporto e da altri stravolgimenti.


Leggendo queste pagine chiunque si renderà maggiormente conto di quale follia fosse in progetto nel Piano Strutturale del Comune di Arezzo: un aeroporto internazionale in questo ambiente!
Il tutto continuerà fino alla completa cancellazione dell'articolo 119 dal Piano strutturale, per poi continuare quale sentinella sul territorio, in modo da lasciare ai nostri posteri il piacere di poter usufruire dei verdi spazi e dell'ambiente della NOSTRA Valdichiana.
 


 

Comunicato stampa del 25 febbraio 2003

Comitato Tutela Valdichiana

 

I Parroci della Valdichiana contro il pericolo-aeroporto

 

Fra le varie attività, da tempo annunciate dal Comitato Tutela Valdichiana e messe in campo per evitare che venga previsto un qualsiasi aeroporto nella vallata aretina, c’è anche un appello indirizzato alle Autorità locali, regionali e nazionali. In questo appello, che sarà spedito a giorni, dopo aver illustrato la situazione di rischio che si è venuta a creare, in seguito all’adozione del Piano Strutturale da parte del Comune di Arezzo, e dopo aver sottolineato l’importanza ambientale, paesaggistica, storica ed architettonica dell’area individuata per la devastante infrastruttura aeroportuale, si chiede alle Autorità:

“… Mentre concordiamo con l’ipotesi del Parco della Bonifica, non possiamo che dissentire da quella di un aeroporto nella medesima area. Infatti un aeroporto – con le vastissime aree asfaltate, con le grandi costruzioni annesse, con l’inquinamento da rumore ed atmosferico che inevitabilmente apporterebbe - snaturerebbe il territorio, avrebbe un enorme impatto sull’ambiente e sul paesaggio e priverebbe la collettività di un cospicuo patrimonio culturale da cui trae le radici una grande porzione della società aretina.

E’ per questo che ci rivolgiamo alle SS. VV. affinché, ciascuna nei rispettivi ambiti di competenza, poniate in essere tutti gli accorgimenti e le azioni atti a salvaguardare la Valdichiana aretina da una qualsivoglia struttura aeroportuale, nonché tutti gli strumenti che la legislazione, nazionale e regionale, mette a disposizione per tutelare anche da altre eventuali future ipotesi di stravolgimenti ambientali, architettonici, urbanistici e culturali, gli antichi territori compresi nelle Fattorie di Frassineto, di Policiano, di Fontarronco, di Montecchio, nonché gli edifici colonici e le medesime Ville-Fattorie.”.

 

Questo appello, che non è contro qualcuno, ma solo in favore della Valdichiana, è già stato sottoscritto dagli 8 Parroci dell’area limitrofa a La Manziana, dove dovrebbe essere costruito il famigerato aeroporto. Infatti, hanno già apposto la loro firma:

 

don Duilio Sgrevi - Pieve a Quarto

don Angelo Valli - Sant’Andrea a Pigli e Policiano

don Virgilio Annetti - Rigutino

don Carlo Premoli - Vitiano

don Fortunato Bardelli - Frassineto

padre Arturo Buresti - MANCIANO

don Mario Tedeschi - Cesa

don Giuseppe Tremori - Alberoro

 

Il Comitato Tutela Valdichiana non può fare a meno di ringraziare calorosamente e pubblicamente questi Pastori, che con indiscussa sensibilità hanno sempre molto a cuore, oltre al “Gregge” loro affidato, anche la salvaguardia del territorio in cui svolgono la loro preziosa Missione. E’ soprattutto grazie a Persone come queste, che assolvono al loro ministero con impegno, semplicità ed abnegazione, condividendo i destini delle popolazioni, se ancora oggi la Chiesa si trova nelle primissime posizioni riguardo alla fiducia della gente, al di là della stessa appartenenza religiosa.

 


Comitato Tutela Valdichiana – Comunicato Stampa 11 febbraio 2004

Incontro con il Sindaco e la Giunta a Rigutino

Così tanta gente, riunita in assemblea, come è accaduto la sera del 10 febbraio, nell’Aula Magna della Scuola Media, a Rigutino non si era mai vista. L’evento era atteso da tempo, addirittura era previsto per il 29 gennaio, ma la nevicata lo aveva fatto rinviare.

Si trattava del primo incontro con il Sindaco Lucherini e la Giunta, dopo l’approvazione del Piano Strutturale, avvenuta il 19 dicembre 2003. E questo evento la popolazione della Valdichiana aretina non ha voluto proprio perderlo. Sono arrivati così in tanti, che l’Aula Magna non è riuscita a contenerli, neppure dopo l’apertura del loggione. Moltissimi sono rimasti fuori e quelli dentro stipati come sardine. Carabinieri e vigili urbani con il Comandante Gori a mantenere l’ordine, cameramen televisivi e giornalisti in quantità.

Fuori dalla sala campeggiavano cartelli con su scritto “benvenuto nel paese dei barocci”; dentro due carretti con carote, sedani e rape. L’allusione era alle affermazioni del Sindaco, quando aveva ammonito la gente che in mancanza di un aeroporto in Valdichiana, si sarebbero visti costretti a portare carote e sedani ad Arezzo con il baroccio, come facevano i loro nonni. Comunque, un tocco di folklore ed ironia, di certo ha contribuito a temperare un po’ gli animi surriscaldati.

Molti gli argomenti che stavano a cuore alla gente; in primo piano il problema dei problemi, l’aeroporto in Valdichiana, che tanti sonni ha rubato agli abitanti in questi ultimi due mesi. Ad aumentare l’angoscia, la prima pagina dell’ultimo numero di “Arezzo Informa”, con un quadrigetto mastodontico sopra un prato verde ed  a lato un articolo di Lucherini che manifesta l’assoluto bisogno dell’aeroporto. Ma non si è parlato solo di aeroporto. La variante alla SR 71 che intercetterebbe pesantemente la località Le Capanne, l’ecomostro che rovinerebbe per sempre l’area a monte della chiesa di Rigutino, le fogne, i problemi di inquinamento causati dalla Scav a Vitiano, sono stati animosamente dibattuti.

Lucherini ha risposto spesso a modo suo, glissando il cuore del problema o interpretando in maniera soggettiva le domande imbarazzanti. Come quando il sig. Taxis, che dal Galles è venuto ad abitare in Manziana, ha ricordato il suo primo incontro con il Sindaco, in mezzo a chiarine, funzionari e sorrisi; fu incoraggiato e consigliato – di fronte alle telecamere di una TV inglese - ad acquistare la “leopoldina” in Valdichiana, per la sua storia, per bellezza e la tranquillità dei luoghi, ottima per un rilassante agriturismo. Per poi scoprire che a 200 metri era previsto un aeroporto. Ieri sera Taxis ha chiesto un ulteriore “consiglio”: “cosa devo fare adesso?”. Attende ancora una chiara risposta.

Comunque, per quanto riguarda l’aeroporto in Valdichiana, in più occasioni, sia Lucherini che gli assessori presenti hanno dichiarato che, vista l’opposizione della gente, degli agricoltori, di chi ha agriturismi e maneggi, l’idea è stata definitivamente abbandonata da parte del Comune. “L’aeroporto non si farà più!”, ha ripetuto più volte il sindaco.

Ne prendiamo atto, ma nessuna risposta chiara - si o no - è stata data alla domanda se verrà tolto il “vincolo aeroportuale” alla Manziana; così come non è stato detto chiaramente se verrà tolta dal piano strutturale la dicitura “area potenzialmente destinata ad un aeroporto” per la fascia a valle della Direttissima. Nessun formale impegno neppure sulla presentazione di osservazioni al Piano contrarie all’ipotesi aeroporto, da Parte della Giunta e delle forze politiche di maggioranza.

Ecco allora che non possiamo abbassare la guardia. Continueremo nelle nostre iniziative: raccolta firme; appello alle Autorità locali, regionali e nazionali da parte di personalità della cultura, di associazioni, di urbanisti e dei parroci della Valdichiana; preparazione delle osservazioni al Piano in base alla legge 5/95; richiesta di tutele all’area in base alla legge 490/99; divulgazione di dati e notizie volti a far conoscere alla popolazione le negatività di un aeroporto.

Il tutto per evitare in modo assoluto anche la minima possibilità che la Valdichiana venga sconvolta irrimediabilmente e definitivamente da un aeroporto; perché, se per assurdo venisse costruito un aeroporto, anche se poi non avesse successo in termini di passeggeri ed economici, la struttura, le aree asfaltate, i capannoni rimarrebbero lì per secoli, quale “cattedrale nel deserto”, a marcare per sempre i destini della Valle.

La Valdichiana, dall’epoca etrusca e poi romana, fino ad oggi, è stata importantissima per l’economia di Arezzo. Ma la sua importanza è sempre stata legata alla sua fertilità, all’agricoltura. Negli ultimi decenni ha subito stupri, violenze e sevizie inaudite. Molte sue aree sono state compromesse con stabilimenti altamente inquinanti. Altre aree sono state ricoperte da enormi capannoni, spesso inutili.

Una delle poche aree ancora intatte e legate alla originaria vocazione è proprio La Manziana; salviamola.


 

Non serve un aeroporto ad Arezzo

 

Ultimamente è stata sostenuta l’esigenza di un grande aeroporto che serva non solo Arezzo e la sua provincia, ma anche i territori limitrofi, primi fra tutti quelli di Perugia e Siena.

Si è detto che con un aeroporto, Arezzo potrebbe innalzare il numero dei turisti annuali, dalle attuali 500.000 unità, fino ai 4.500.000 di persone che visitano Siena e Perugia. Si è detto che un aeroporto porterà occupazione, che un aeroporto farà fare un decisivo salto di qualità al nostro territorio, come la ferrovia nel 1865, che esso è utile in quanto, mesi fa, certi convegnisti canadesi, per andare da Toronto ad un albergo di Rigutino hanno dovuto compiere “immani peripezie” (Toronto-Roma, Roma Firenze, Firenze-Arezzo ed Arezzo-Rigutino).

 

Il Piano Strutturale, adottato dal Comune di Arezzo il 19 dicembre 2003, all’art. 119 – Ambito M 5.3 (Pagg. 52-53), prevede un’area “potenzialmente destinata” per la realizzazione di un aeroporto. Al punto 3, del citato articolo, si evince che tale area è stata individuata in Valdichiana ed esattamente in località Manziana, a valle di Policiano, fra Frassineto e San Zeno. Proprio quella fascia di territorio occupata da parte dell’ex fattoria granducale di Frassineto e dai poderi della fattoria del Capponi di Firenze.

Tale area, contraddistinta da lievi collinette, da terreni di colmata, da rii, fossi e scoli della bonifica e da numerose case poderali “leopoldine” – risalenti al XVIII secolo – è molto importante in termini storici, culturali, architettonici, paesaggistici, nonché ambientali, turistici e produttivi odierni.

 

Crediamo che i cittadini del comune di Arezzo abbiano il diritto di conoscere in dettaglio le problematiche connesse con un aeroporto, i pro ed i contro, in modo da poter avere una loro motivata opinione. Perché chiunque, alla secca domanda se vuole gratuitamente un aeroporto non troppo lontano dalla sua città, così come una qualsiasi altra infrastruttura, tantopiù se questa viene collegata alla creazione di indefiniti “posti di lavoro”, non può che dare una risposta positiva.

Ecco allora che daremo uno sguardo alla realtà aeroportuale delle città vicine ad Arezzo.

 

A chi appartiene un aeroporto?

L’aeroporto di Siena appartiene alla Provincia di Siena, al Comune di Siena, al Comune di Sovicille, alla Camera di Commercio, al Monte dei Paschi, alla Banca Toscana e ad altri soci minori. L’aeroporto di Perugia appartiene alla Società SASE, di cui fanno parte a vario titolo la Provincia di Perugia, il Comune di Perugia, la Camera di Commercio, l’Assoindustriali, la Banca dell’Umbria e la Sviluppo Umbria.

Tutti gli anni i soci di questi due aeroporti devono ripianare le perdite di bilancio con immissione di nuovi capitali. Già, perché è bene sapere che gli aeroporti a noi vicini, ma anche Grosseto, sono in forte deficit.

A Siena nel 2002 il deficit è stato di 640.260 euro, nonostante i 129.000 euro spesi in promozione dei voli. Il debito complessivo dell’Aeroporto ascendeva nel 2002 a 993.999 euro. A Grosseto, il cui aeroporto aveva un deficit di 1,1 milione di euro, nell’ottobre 2003 si è dimesso mezzo consiglio di amministrazione. A dicembre 2003 la perugina SASE si è vista costretta a ricostituire il capitale sociale in quanto si era ridotto per perdite di bilancio.

Chiaramente, le somme che gli enti pubblici versano nel pozzo dei debiti aeroportuali, vengono poi a mancare per altre esigenze di maggior interesse per la collettività.

 

Porta turisti un aeroporto?

L’aeroporto di Siena è attualmente collegato regolarmente solo nel periodo primaverile ed estivo con un volo settimanale che arriva da Vienna e riparte verso Olbia e Monaco. In inverno non vi sono voli di linea. Nell’intero 2002 l’aeroporto senese ha avuto 2.120 passeggeri.

L’aeroporto “Internazionale” dell’Umbria, di Perugia, unico nella vicina regione, ha al momento due collegamenti giornalieri per Milano-Malpensa, svolti con aeromobili Alitalia ATR 42 da 66 posti. Nel 2000, anno del Giubileo, ha avuto 52.000 passeggeri.

Se ne deduce che i milioni di turisti in queste due città non arrivano con l’aereo ma con il treno, l’auto ed il pullman.

 

Porta occupazione un aeroporto?

L’Aeroporto Internazionale dell’Umbria occupa attualmente 36 dipendenti (di cui 10 a tempo determinato), Siena ha 7 dipendenti, di cui 4 a tempo determinato. Non sembrano grosse cifre.

Quali sono i danni che apporterebbe alla nostra comunità un aeroporto?

Un qualsiasi aeroporto nella Valdichiana aretina procurerebbe di sicuro vari danni, irrimediabili. Danni all’ambiente, al paesaggio, alle strutture architettoniche, all’economia.

 

Danni all’ambiente

Consideriamo i danni causati dall’inquinamento da rumore per un’area molto vasta; l’inquinamento atmosferico provocato dagli scarichi gassosi della combustione degli idrocarburi; l’inquinamento delle acque di falda, causato dalla percolazione delle acque meteoriche e di lavaggio transitate sulle aree asfaltate adibite a sosta ed a pista per gli aerei. Ricordiamo che sulle piste e sulle aree di rullaggio e sosta, quando è molto freddo vengono spruzzati oli e glicoli per le attività di de-icing (sghiacciamento).

 

Danni perenni e irrimediabili al paesaggio

L’area individuata per l’inserimento di un aeroporto è di grande valore storico, architettonico e paesaggistico. Di tale valore fa fede anche lo stesso Piano Strutturale del Comune di Arezzo, il quale, proprio al confine dell’aeroporto, vi individua il Parco della Bonifica idraulica. Un parco per far conoscere ai visitatori le grandi opere di bonifica, le case “leopoldine”, le strutture aggregate; sono previsti un percorso pedonale e ciclabile di circa 12 km, aree parcheggio e punti di sosta. Ci pare inutile sottolineare quali enormi danni al paesaggio apporterebbe la realizzazione di un aeroporto in quest’area. Snaturerebbe per sempre un territorio ricchissimo di memorie storiche. Se per assurdo venisse costruito un aeroporto, anche se poi non avesse successo in termini di passeggeri ed economici, la struttura, le aree asfaltate, i capannoni rimarrebbero lì per secoli, quale “cattedrale nel deserto”, a marcare per sempre i destini della Valle.

 

Danni alle strutture architettoniche

Alcune case “leopoldine”, risalenti al XVIII secolo, si trovano all’interno dell’area individuata come un futuro aeroporto; c’è quindi il rischio che si arrivi ad una demolizione. In ogni caso, immaginiamoci una “leopoldina” fra gli hangar.

 

Danni all’economia

Oltre ai problemi diretti, che un aeroporto causerebbe alle finanze degli enti pubblici proprietari, di cui abbiamo detto, non dimentichiamo che solo l’ipotesi di questa infrastruttura, già in fase di approvazione del Piano Strutturale, provocherebbe il blocco degli investimenti nel turismo, nell’agriturismo, negli sport equestri, nell’agricoltura specializzata e biologica. Causerebbe quindi la chiusura di molte strutture ricettive collegate al turismo e di molte aziende agricole; e questo in un’area enormemente più vasta di quella prettamente aeroportuale. Quindi, perdita di centinaia di posti di lavoro certi e già esistenti, per poche decine di lavori incerti, di basso livello e malpagati.

 

Non dimentichiamo poi, i danni al valore intrinseco delle abitazioni, tenendo conto che secondo le statistiche, in media, ogni decibel di rumore frequente di un’area aeroportuale riduce dello 0,6% la valutazione di un’abitazione. Questo fatto porterà danni ai proprietari, ma anche alla collettività, visti i minori introiti delle imposte di registro e il minor gettito della stessa ICI, che dovrà subire un equo sconto proporzionale alla svalutazione subita.

Per finire, pensiamo anche ai pericoli per la sicurezza, sapendo che un aeroporto di grosse dimensioni attrae personaggi di ogni genere, che le cronache spesso portano alla ribalta. Per non parlare di rischi di altra natura e ben più gravi.

 

Del resto, sappiamo che non regge il paragone con il 1865, quando la ferrovia era il futuro e lo sviluppo. Attualmente molti aeroporti sono in crisi: Cesare Stumpo, Segretario di Assaereo, sottolineando la crisi economica delle Compagnie e rivolgendosi al Governo, ha affermato che “occorrerebbe intervenire su diversi fattori, come quello aeroportuale, dove su 130 scali solo 25 circa lavorano”. Così come non sembra proponibile un aeroporto in Valdichiana solo perché una volta all’anno sono arrivati alcuni convegnisti dal Canada; a meno di non voler costruire un aeroporto vicino ad ogni sede di convegni …

 

Da quanto precede, crediamo che ad Arezzo non serva un aeroporto. Prendiamo esempio dalla Germania, che per distanze fino a 400 km privilegia il treno ed impegniamoci tutti (Politici, Amministratori, Associazioni professionali, cittadini) a migliorare i collegamenti ferroviari fra Arezzo e le vicine città sedi di importanti aeroporti. Cerchiamo di creare in Arezzo un Air-Terminal polifunzionale da dove – con il treno o con bus-navetta – i passeggeri, dopo aver svolto le operazioni di chek-in, possano recarsi direttamente agli aeroporti esistenti. Cerchiamo di ottenere ulteriori fermate di eurostar ed intercity e chiediamo una nuova stazione sulla Direttissima.

 

Evitiamo in modo assoluto anche la minima possibilità che la Valdichiana venga sconvolta irrimediabilmente e definitivamente da un aeroporto. La Valdichiana, dall’epoca etrusca e poi romana, fino ad oggi, è stata importantissima per l’economia di Arezzo. Ma la sua importanza è sempre stata legata alla sua fertilità, all’agricoltura. Negli ultimi decenni ha subito sfregi, violenze e sevizie inaudite. Molte sue aree sono state compromesse con stabilimenti altamente inquinanti. Altre aree sono state ricoperte da enormi capannoni, spesso inutili.

Una delle poche aree ancora intatte e legate alla originaria vocazione è proprio La Manziana: salviamola.

 

Pertanto, chiediamo la immediata cancellazione di ogni riferimento ad un nuovo aeroporto da qualsiasi previsione del Piano Strutturale del Comune di Arezzo.

 

Comitato Tutela Valdichiana

 


(Riportiamo qui sotto il testo del volantino che ci è stato recapitato nella cassetta delle lettere il 5 gennaio 2004 - cliccando QUI potete scaricarvi l'originale in formato ZIP [257Kb])

Vogliamo correre tra i fiori

non in mezzo agli aerei

 

I bambini della Val di Chiana volano

con la fantasia, non con l'aereo

 

 

La Valdichiana è una grande ed insostituibile risorsa agro-alimentare, agro-turistica, paesaggistica e culturale per Arezzo. Questa valle è un ambiente profondamente plasmato dall'intelligente opera dell'uomo le cui imponenti tracce sono tuttora visibili. Il patrimonio che oggi arriva a noi, come un testimone, lo dobbiamo passare alle generazioni future.

 

Immaginiamoci cosa succederebbe se in Valdichiana fosse realizzato un aeroporto come proposto dall'Amministrazione Comunale di Arezzo. La qualità della vita sarebbe tragicamente compromessa anche nei comuni limitrofi a causa di accertate conseguenze sulla salute, causate dall'inquinamento acustico ed atmosferico degli aerei e del traffico indotto.

 

Noi riteniamo che Arezzo e la Valdichiana non abbiano esigenza di tale aeroporto, che sarebbe solo di servizio per altre città (Firenze e Roma in particolare).

Per tutti questi motivi chiediamo l'immediata cancellazione dell'aeroporto dalle previsioni del Piano Strutturale del comune di Arezzo.

 

Aiutaci anche tu a salvaguardare l'ambiente e la salute in Valdichiana!

 

 

Comitato per la tutela della Valdichiana

 

 


No! all’aeroporto in Valdichiana

 

Per decenni la Valdichiana aretina è stata la localizzazione preferita di ogni attività se non a rischio perlomeno da monitorare con grande attenzione: inceneritore, forni per il recupero di metalli, ciminiere di fornaci, bacini di stoccaggio, zuccherificio.

Sono stati sottratti all’agricoltura migliaia di ettari di fertile terreno per la realizzazione di due ferrovie, dell’autostrada, della fantomatica Due Mari, di una decina di poli e zone industriali, aree commerciali ecc.

Vi sono state realizzate discariche comunali a Castiglioni, a Cortona ed altrove. Altri tentativi per portare qui insediamenti a rischio ambientale sono stati fatti, seppur poi falliti.

Adesso, ciliegina sulla torta, l’Amministrazione Comunale di Arezzo vorrebbe adottare un piano strutturale che individua, ovviamente proprio nella Valdichiana, l’area per far sorgere un bell’aeroporto. Ma non un aeroporto per servire Arezzo tramite aerotaxi o voli minori, che ovviamente occorrerebbe localizzare nell’attuale spazio aeroportuale di Molin Bianco. Si vocifera di un grande aeroporto intercontinentale, con piste da 3000 metri e più, adatto per grossi aerei e ad uso delle città vicine, Firenze in primis. C’è chi parla del terzo scalo d’Italia, dopo Malpensa e Fiumicino. Speriamo che siano esagerazioni dovute a qualche sindrome di onnipotenza che spesso assale certi politici.

Ci chiediamo: a chi serve una simile struttura? Non a chi ha investito i suoi soldi nell’agriturismo sulle fasce collinari da Arezzo a Castiglioni e Cortona e sulle alture da Pieve al Toppo ad Alberoro, Montagnano, Cesa e Foiano. Non a chi si è costruito o a restaurato una casa nella campagna della Valdichiana per sottrarsi al caos cittadino. Neppure ai residenti in una vastissima area circostante, come ci dimostrano gli 85 sindaci coalizzati contro i problemi causati alle loro comunità da Malpensa.

Servirà forse ad incrementare il turismo nella città di Arezzo e nelle vallate alternative alla Valdichiana? Ma Siena ha comunque tanto turismo seppur senza aeroporti, ferrovie e autostrade: forse dipenderà da ciò che si può offrire ai turisti.

Non capiamo questa mania autolesionistica di voler costruire impianti sovradimensionati ai bisogni di Arezzo e del suo territorio, per poi accogliere o servire altre comunità. Pensiamo a quando arrivavano carri merci carichi di rifiuti speciali di ospedali e cliniche veterinarie del sud per essere inceneriti in Valdichiana; oppure ai camion con rifiuti urbani che arrivavano dall’autostrada. E poi il territorio piange, attaccato da ogni parte, ferito, martoriato, avvelenato, incementato … Il tutto dietro al paravento del progresso e a quello dell’occupazione. Se poi questa “occupazione” spesso rimane un miraggio e viene pagata salatissima sul versante qualità della vita e della salute della collettività, a chi interessa? Si è posto qualcuno il problema di quanto inquini un aeroporto di medie e/o grandi dimensioni in termini di scarichi dei motori oppure di aumento della rumorosità diffusa?

Qualcuno si è mai letto quanto studiato e verificato per gli altri aeroporti?

C’è chi dice che questa struttura porterà occupazione. Giampietro Franchini, presidente del Covest, ha detto in un convegno tenutosi l’8 dicembre scorso: “sono passati ormai cinque anni dall’apertura di Malpensa 2000 … ben poche delle sbandierate opportunità economiche e lavorative hanno trovato compimento”. Accenna poi alle migliaia di posti di lavoro promessi come contropartita al peggioramento della situazione ambientale e dice: “oltre ad essere ben lontani dai numeri prospettati dai sostenitori dell’aeroporto, le posizioni offerte sono in maggioranza di scarsa qualità (tempo determinato), tanto che circa la metà dei candidati ha poi rifiutato o rinunciato al posto di lavoro. Inoltre in periodi di crisi … il personale in esubero in un aeroporto difficilmente troverà altra occupazione similare, in quanto la professionalità che si crea, di basso livello, non è “esportabile” in realtà diverse”.

Di certo peggioreranno le condizioni ambientali e la vivibilità dell’area, con rischi anche per la salute. La rivista Tempo Medico scrive: “Convivere con un aeroporto dietro casa comporta un aumento del rischio di allergie, di cefalee e di attacchi d’ansia”. Uno studio epidemiologico dell’ASL di Varese condotto sulle popolazioni residenti intorno a Malpensa ha rilevato sonno insoddisfacente, risvegli notturni, stati d’ansia, parole mal percepite, con frequenza tre volte maggiore rispetto ad altre popolazioni. Le malattie allergiche sono più del doppio mentre le cefalee e le nevrosi ansiose sono il 30% in più. Stessi dati vengono dalle prescrizioni mediche dell’area, con un consumo di ansiolitici e sonniferi doppio rispetto alla città di Varese.

A questi dati si potrebbero aggiungere quelli del prof. W. Holland, relativi ad un aeroporto di Londra. Lo studioso rileva un aumento di prescrizioni di farmaci contro l’asma nonché un aumento del rischio di patologie cardiovascolari per chi vive vicino allo scalo aereo a causa dei maggiori livelli di pressione sanguigna, conta piastrinica, densità del plasma, glucosio, trigliceridi e colesterolo rilevati negli abitanti dell’area. Holland dice che è ormai riscontrato che “l’esposizione a un rumore continuo possa danneggiare il sistema immunitario”.

Anche il coordinatore di uno studio effettuato nell’area dell’aeroporto di Boston (B. Dumser) ha rilevato che “l’attività dell’aeroporto e, in particolare, gli inquinanti che derivano dalla combustione di gasolio e cherosene, sono i responsabili del peggioramento delle condizioni di salute della comunità”.

Allora, a chi serve un aeroporto in Valdichiana se non ai suoi progettisti e realizzatori?

Le popolazioni della Valdichiana sono stanche di essere lo zimbello dei potenti di turno e dell’ottusità di certi loro rappresentanti. Adesso vogliono decidere loro quello che deve e quello che non deve essere costruito nel loro territorio.

La storia e lì a dimostrarci che quando occorre i “chianini” sanno farsi rispettare: lo sanno bene i Polacchi del generale Dabrowki del 1799, così come gli amministratori di Arezzo degli anni Ottanta, quando tentarono di portare un inceneritore dove oggi si progetta un aeroporto.

Siamo pronti a tornare in piazza un’altra volta!

Comitato spontaneo tutela Valdichiana aretina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scriveteci!

 

Stefano

 

Daniele