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il Libro degli Ospiti
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(In questa pagina vogliamo raccogliere i vostri contributi alla 'causa' Valdichiana: poesie, disegni, racconti... insomma tutto quello che vi viene in mente!)
Valdichiana, ti amo!
Ieri sera ho fatto un sogno. Sognavo di essere un semplice passerotto di campagna, e volavo libero nell’aria più pura e limpida del mondo. Sorvolavo case, monti, valli, fiumi, e piccoli paesi intatti come nei vecchi presepi. Si trattava della mia Terra, la Valdichiana, immensa distesa di campi lavorati, per generazioni sudore e amore di quella povera gente, che dopo anni e anni di sacrifici e affetto l’ha bonificata e adattata a misura d’uomo. Ed ecco che mi buttavo a capofitto in mezzo alle spighe di grano e sentivo tutto il calore della terra. Passavo sopra alle “leopoldine”, un tempo riparo di famiglie patriarcali; sfioravo le chiese di campagna, con i loro campanili svettanti, circondate da quelle quattro case. Volavo lungo i tortuosi rii, con il loro letto essiccato come il fieno tagliato da mia zia, e come prima di lei migliaia di persone facevano. E poi su, su per i monti circostanti, dove un tempo arroccati vi erano dei castelli medievali. Tutto questo mi appariva avvolto in un alone di freschezza e purezza come il grido dei bambini mentre corrono felici sopra i prati. Ma come tutte le cose belle, anche la Valdichiana è molto fragile, così mi arrivavano da lontano voci di orribili scempi che condannerebbero a morte questo posto fatato, e così questi pensieri, come pugnalate al cuore, mi facevano stramazzare. E allora cadevo, cadevo e andavo a finire sotto ad un vecchio albero in mezzo ad un campo ove, quasi morente, trovavo il tempo di sorridere per l’ultima volta a quel paradiso e di pensare che morivo con il ricordo di una valle bellissima. Mi usciva dalla bocca un ultimo struggente e soffocato grido: ADDIO AMATA TERRA !! ADDIO VALDICHIANA !! E così mi spengevo, avvolto fra le braccia di quella adorata terra, ringraziando Dio di avermi fatto nascere in un posto così meraviglioso.
Andrea Gallorini |
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