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il Libro degli Ospiti
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LA VALDICHIANA OGGI
LE ATTIVITÀ TIPICHE DELLA VALDICHIANA DI OGGI
La “mano invisibile” che ha il merito della costruzione, attraverso un processo plurisecolare (dal XV al XX secolo), del paesaggio agrario della Valdichiana è la mezzadria congiuntamente alla bonifica. Questi due elementi hanno tipizzato la valle producendo una progressiva sistemazione ed estensione dello spazio agrario. La mezzadria ha oggi finito il suo ciclo plurisecolare, ma ha lasciato, in eredità, alcuni prodotti agro-alimentari di elevatissimo valore qualitativo e nutrizionale che caratterizzano il territorio. Qui l’agricoltura non ha mai deturpato un paesaggio unico al mondo, neanche gli anni del boon economico e dell’applicazione dei metodi moderni all’agricoltura sono riusciti a cancellare un patrimonio di pregio e di bellezza. Oggi “ … grazie alla straordinaria vitalità della vitivinicoltura, il recente sviluppo dell’agricoltura biologica, l’estendersi del fenomeno dell’agriturismo, e infine un’estesa presa di coscienza del grande valore rappresentato dall’ambiente e dal paesaggio possono offrire un sicuro presidio nella difesa di questo patrimonio …” [1] ad alto valore occupazionale.
Il Vino Fin dall’antichità la Valdichiana era uno dei principali produttori di vini rossi e bianchi, apprezzati sin dall’epoca etrusca. Attualmente il settore vitivinicolo rappresenta uno dei comparti più attivi dell’intera provincia di Arezzo. Il vino aretino ed in particolare modo il bianco della Valdichiana, ha guadagnato consensi e spazi di mercato che fanno ben sperare. Questo vino viene bevuto in molte parti d’Italia sensibili alla qualità del prodotto. Specificatamente in Valdichiana vengono prodotti i seguenti vini: · Bianco Vergine Valdichiana DOC, · Chianti dei Colli Aretini DOCG, · Vino Colli dell’Etruria DOC, · Vino da tavola. Questi vini, regolamentati da un disciplinare di produzione, hanno caratteristiche qualitative apprezzate anche a livello internazionale.
L’Olio Le gentili colline che fanno da contorno alla Valdichiana sono il regno dell’olivo. La tipicità di questo olio è data dalla tecnica di coltivazione dell’olivo, dalla tradizionale trasformazione e dallo stretto rapporto esistente tra il prodotto e la salubrità dell’ambiente. L’olio della colline della Valdichiana ha un importante ruolo nutrizionale anche in considerazione degli elementi costitutivi di alta qualità. Con D.M. Politiche Agricole del 04-7-1997 è stato conferito a quest’olio un IGP con menzione geografica “Colline di Arezzo” e successivamente con L. 313/1998 viene disciplinata l’etichettatura a garanzia dell’alta qualità.
La Chianina La chianina viene allevata nelle provincie di Arezzo e Siena ed in particolare in Valdichiana. L’allevamento è a stabulazione semi-libera. L’alimentazione, dopo l’allattamento naturale, avviene con foraggi freschi o conservati tipici delle zone, il tutto in profonda armonia con l’ambiente circostante. I vitelloni di razza chianina vengono allevati in aziende agricole ecocompatibili. Questa carne ha ricevuto, negli ultimi anni, larghi apprezzamenti e consensi anche dal mondo scientifico (Università di Firenze e Pisa). Il prodotto tipico è il vitellone di 20 mesi, in quanto, a questa età, l’animale fornisce ottime rese alla macellazione ed elevate proprietà organolettiche e nutrizionali della carne (elevato contenuto proteico, basso contenuto di colesterolo, bassi indici di aterogenicità [2]. La chianina attualmente è protetta da una IGP (5R Vitellone bianco Appennino centrale).
Il Miele Il miele è un prodotto alimentare che le api producono dal nettare dei fiori o dalla melata che raccolgono. E’ un alimento ad elevato potere energetico e di facile digeribilità. Il miele della Valdichiana possiede diverse origini botaniche: millefiori, acacia, corbezzolo, lupinella, girasole. Il miele di corbezzolo è di elevatissima qualità e molto ricercato. Nella Valdichiana ci sono vari apicoltori che vivono questa attività come hobby con un basso numero di arnie. Oggi viene rilevato un certo numero di giovani che continuano questa attività, contribuendo a far sì che il miele continui ad essere un tipico prodotto di nicchia della Valdichiana. Difficile per il consumatore riconoscere il miele della Valle, molto spesso gli acquisti vengono fatti conoscendo il produttore e le sue api.
I Prodotti Minori In Valdichiana ci sono, ancora, prodotti alimentari in basse quantità ma di elevatissima qualità e che caratterizzano a pieno titolo il territorio. Sono prodotti, cosiddetti di “nicchia”, che rappresentano la ricchezza genetica del nostro territorio e vanno visti come patrimonio da conservare al di là del loro potenziale economico. Qui di seguito diamo l’elenco di alcuni prodotti a rischio di estinzione: · Cavolo nero, · Cavolo fiore, · Bietola toscana, · Cipolla rossa, · Lattuga delle quattro stagioni, · Lattuga Sant’Anna, · Pomodoro bistecca, · Pomodoro cuore di bue, · Pomodoro a grappolo, · Zucchina tonda, · Fagiolo gentile o dall’occhio, · Fagiolo romano, · Vari tipi di mele, · Vari tipi di pesche.
Agriturismo Il turismo in campagna è diventato, ormai, una forma di vacanza in fortissimo sviluppo. Il territorio della Valdichiana è stato scelto come mèta di vacanze da molti turisti italiani ma anche da tanti altri provenienti dall’Europa e dal mondo. Gli elementi di qualità che contraddistinguono l’agriturismo su questo territorio sono la riscoperta delle radici del mondo rurale, la bellezza della natura e del paesaggio, la civiltà enogastronomica che è di alto profilo. Molti rustici hanno un elevato pregio storico ed architettonico ed il paesaggio circostante contiene tutte le specificità che il turista si aspetta dalla “toscanità”: la Valdichiana è un esempio ineguagliabile. Nelle strutture agrituristiche della Valdichiana si organizzano attività didattiche, culturali e ricreative che rappresentano la specificità del territorio (cucina, conoscenza dei vini locali, dell’olio, delle produzioni tipiche, dell’artigianato, della storia, della flora autoctona, dei percorsi naturalistici ed archeologici).
Turismo I flussi turistici verso la Valdichiana, globalmente, sono in continua espansione. Tutti conoscono l’importanza turistica di Cortona, cresciuta ancor di più dopo i best sellers di Frances Mayes. Grossi investimenti pubblici sul settore archeologico (nuovo Museo, scavi al Melone II del Sodo, Parco Archeologico) e investimenti privati nella ricettività alberghiera ed extralberghiera, hanno ulteriormente rafforzato questo fenomeno. Negli ultimi anni, però, una grossa percentuale di crescita delle presenze turistiche è intervenuta pure a Castiglion Fiorentino, come deducibile anche dal numero di visitatori ai locali Museo Archeologico e Pinacoteca. Anche gli altri centri della Valdichiana - Civitella, Monte San Savino e Gargonza, Lucignano e Foiano, per parlare della sola area aretina – hanno conosciuto un consistente incremento di turisti. Proprio per questi motivi, negli ultimi anni sono sorte nuove strutture alberghiere in alcune aree della valle.
Sport all’aria aperta Negli ultimi anni si sono sviluppate sempre di più, in Valdichiana, le attività sportive svolte all’aria aperta ed in grandi spazi, come l’ippica, l’ippo-trekking, il trekking, la mountain –bike. Sono sorti numerosi maneggi, centri equestri, associazioni per favorire questi sport e negozi specialistici. Un grande impulso agli sport equestri lo ha dato ultimamente il Centro Ippico S. Anastasio, situato in loc. San Zeno, che oggi comprende le società Arezzo Cavallo, Pony Club Arezzo e Arezzo Equestrian Centre. Nel 2003 vi si sono tenuti quasi 40 concorsi ippici di differenti categorie, fra i quali più di 20 concorsi nazionali ed il Concorso Ippico Internazionale CSI Città di Arezzo. Numerosi i partecipanti e migliaia gli spettatori che si aggiungono a coloro che frequentano con continuità il Centro. Ne viene fuori una realtà, che sfugge a tanti non addetti ai lavori, tale da portare negli alberghi ed in altre strutture ricettive aretine migliaia di ospiti durante tutto l’arco dell’anno. Questa struttura, un vero fiore all’occhiello del suo specifico settore, è tuttora in espansione e si propone di portare a San Zeno un centro nazionale per l’ippoterapia e di dotare l’area di ulteriori offerte per gli appassionati. Innegabili le positive ricadute, dirette e dell’indotto, sull’occupazione sia nel presente e ancor di più nel futuro.
Patrimonio architettonico della Valdichiana L’architettura rurale della Valdichiana, “ … rappresenta, nel panorama nazionale, il corpus più cospicuo e articolato, un eccezionale testimonianza di un processo di civilizzazione di altissima qualità …” [3]. Chi ha avuto il privilegio di soggiornare e conoscere questo territorio l’ha subito apprezzato perché, qui, il lavoro millenario dell’uomo ha lasciato segni di ineguagliabile bellezza ed armonia. L’architettura rurale è strettamente connessa alla storia della geografia fisica della Valdichiana. Gli imponenti edifici rurali, realizzati con il lavoro fatto a mano, con profondo senso della qualità e della durata, non ci sarebbero se la valle non fosse stata oggetto di plurisecolari interventi finalizzati al risanamento del paesaggio agrario. Nelle “Relazioni sul governo della Toscana” del Granduca Pietro Leopoldo d’Arburgo Lorena, troviamo cinque visite effettuate in Valdichiana [4]. Da queste relazioni appaiono, in modo molto evidente, le pessime condizioni delle case dei contadini sia delle fattorie di proprietà granducale o dell’Ordine di S. Stefano che quelle dei privati. Dopo tali visite granducali, cominciano subito a fiorire progetti di risanamento e nuove costruzioni [5]. La cultura illuminista e fisiocratica ha determinato, dagli ultimi del ‘700, questo grande disegno politico-culturale dell’intera Valdichiana, che non guarda solo la razionale realizzazione del singolo edificio rurale, secondo le più moderne esigenze, ma tiene presente la sistemazione complessiva dell’unità poderale e delle case secondo assi fondamentali della bonifica integrale in atto. Gli elementi caratteristici, della casa rurale tipica della Valdichiana, sono: · la pianta prevalentemente quadrata, · tetto a padiglione, · torre colombaria, · portico frontale, · loggiato sovrapposto, · piano terreno utilizzato per la cantina, il forno, il granaio, le stalle ed altri annessi agricoli indispensabili, · piano primo utilizzato per l’abitazione della famiglia contadina. Gli ingegneri, progettisti di queste case, utilizzarono schemi dell’architettura rinascimentale in quanto erano i più adatti proprio per rappresentare quell’ordine finale che doveva possedere l’armonioso progetto. Inoltre, queste scelte architettoniche, piuttosto ricercate, erano legate ad una nuova volontà imprenditoriale incentrata sullo sfruttamento dei terreni bonificati ma anche ad una più umana concezione della vita contadina. La produttività agricola era strettamente legata alla buona salute e benessere fisico della famiglia contadina. Il risanamento degli edifici rurali in Valdichiana determinò soprattutto la riedificazione delle case da contadino. Fra gli ultimi del ‘700 ed i primi dell’800, nella vasta zona che va dal Porto di Cesa fino ai Ponti di Arezzo, fu un pullulare di nuove e tipiche costruzioni. Nel 1814 la fattoria granducale di Frassineto contava i seguenti edifici da contadino: poderi 1° e 2° del Porto a Cesa, poderi 1° e 2° di Poggio Seragio, poderi 1° e 2° di Rancoli, poderi 1°, 2° e 3° di Poggio Rosso, poderi 1° e 2° sopra la Fattoria, poderi 1° e 2° della Fonte, podere di Fonte secca, poderi 1° e 2° di Palazzolo. Oltrepassando il Rio Grosso si entrava in località Manziana ed aveva inizio la fattoria della famiglia Capponi di Firenze con 6 poderi: La Selva, Il Pantano, l’Orto, il Pero, il Toppo 1° ed il Toppo 2°. Subito dopo si trovava l’altra parte della fattoria di Frassineto: podere del Porto di Puliciano, podere del Vento (detto anche Pantano del Granduca), poderi 1° e 2° delle Case Nuove, poderi 1° e 2° di Rio di Pigli, podere di via Nuova, podere delle Cappanne [6]. Oggi queste magnifiche “leopoldine” sono una testimonianza incontrovertibile della architettura rurale di pregio L’uso di questo modello su vasta scala, che si è protratto per quasi tutto l’800, “ … va considerato come risultato di una ipotesi di razionalizzazione del territorio dove opere idrauliche, produzione agricola e opere edilizie avrebbero dovuto raggiungere un equilibrio definitivo… “ [7]. “… L’architettura parlante delle case di bonifica che rimane la testimonianza di un’utopia, nell’insieme delle regioni vicine questo modello è servito da punto di riferimento per operare nel corso dell’800 una sintesi e una ridefinizione che oggi difendiamo come espressione di un paesaggio agrario senza confronti …”[8].
[1] Zeffiro Ciuiffoletti (a cura di) - L’uomo e la terra. Paesaggio …, op. cit., pag. 6.
[2] Il contenuto proteico è superiore del 20%, il colesterolo è 53 mg/100gr di carne, l’apporto calorico massimo è 106 Kcal/100 gr di carne. Gli indici di aterogenicità sono i più bassi di tutte le carni bovine europee e americane. Minori sono questi indici minore è il rischio di malattie cardivascolari. Si veda: A.A.V.V. – Nella campagna aretina – Provincia di Arezzo, 1998, pag.13. Si vedano anche: Mario Lucifero – La razza chianina nello scenario dell’agricoltura italiana ed Alessandro Giorgetti – La razza chianina ad un quinquennio dal congresso sulle razze bovine bianche da carne dell’Italia centrale, in: Rivista di Storia dell’Agricoltura. Semestrale dell’Accademia Economico-Agraria dei Georgofili, anno XXIX – n° 2, Firenze dicembre 1989. [3] A.A.V.V. – Case coloniche della Valdichiana - Amministrazione Provinciale di Arezzo, 1988, pag. 8. [4] Arnaldo Salvestrini (a cura di) – Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena. Ralazioni sul governo della Toscana vol. II – Leo S. Olschki Editore, Firenze 1970. [5] Presso l’Archivio di Stato di Firenze giacciono numerosi progetti. [6] Pianta geometrica della fattoria di Frassineto, in: Collegio Ingegneri della Toscana – Bonifica della Valdichiana…, op. cit., pag.126 ed Archivio di Stato di Firenze, Possessioni, f. 3874, inserto fattorie e fabbriche. [7] Claudio Tinti, Stefano Greppi – Origine e evoluzione del patrimonio edilizio rurale nella Valdichiana umbra e toscana, in: [7] A.A.V.V. – Case coloniche della, op. cit., pag. 105. [8] Vedi nota precedente, pag. 106, |
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